Il Mese di Ottobre di Polirone: un capolavoro romanico ritrovato.

 

mese di ottobre

Cerchia di Wiligelmo, 1110 – 1130 “Mese di ottobre” bassorilievo in marmo greco , cm 50 x 45

Galleria Mossini presenta al pubblico la straordinaria formella marmorea del Mese di Ottobre, un rilievo romanico che un tempo decorava uno dei portali dell’antica abbazia benedettina di San Benedetto Po. L’opera, attualmente di proprietà privata, è considerata uno dei più importanti frammenti della scultura padana del XII secolo. La scena scolpita raffigura un gesto familiare al mondo contadino: il travaso del mosto nelle botti, tradizionale attività del mese di ottobre. Il personaggio, colto nell’atto di versare il vino nuovo, è inserito sotto un’arcata sorretta da colonnine ornate da motivi vegetali. Le fasce laterali, ricche di fogliami scolpiti con profondi colpi di trapano, conferiscono al rilievo un sorprendente dinamismo.

Questi dettagli, insieme alla costruzione spaziale complessa e alla naturalezza della figura, avvicinano la formella alla grande stagione romanica inaugurata da Wiligelmo, il celebre scultore del Duomo di Modena. Il Mese di Ottobre apparteneva a un ciclo completo dei dodici mesi, probabilmente collocato nell’intradosso del portale principale dell’abbazia. Come nella Porta della Pescheria del Duomo di Modena, i mesi scandivano il tempo dell’anno attraverso le attività agricole, trasformando il portale in un vero e proprio “calendario di pietra”.

Per i monaci e per i pellegrini, queste immagini erano un ponte tra la vita quotidiana e la dimensione spirituale: il lavoro dei campi, descritto anche nella Regola di San Benedetto, diventava parte del ritmo liturgico che organizzava la giornata. La critica ha più volte messo in relazione la formella con i cantieri romanici di Modena e Nonantola. Alcuni studiosi attribuiscono l’opera direttamente a Wiligelmo; altri la considerano frutto di una maestranza attiva nella sua cerchia. Le proposte cronologiche oscillano tra la fine dell’XI secolo e il 1130 circa, riflettendo la complessità del cantiere polironiano e la sua posizione strategica nel panorama artistico matildico. Oggi, grazie alla collaborazione tra la proprietà e la Galleria Mossini di Mantova, il reperto può essere ammirato negli spazi di via Cavour dove, a partire dal 30 di ottobre, la preziosa formella sarà esposta per un breve periodo.

A corredo dell’iniziativa una pubblicazione edita da PubliPaolini con testi di Federica Guidetti, Stefano L’Occaso, Francesco Molesini, Carlo Micheli e Paolo Piva.