Il mondo di Gesine Arps

15 dicembre 2020 – 15 gennaio 2021

Gesine Arps nasce ad Hannover, in Germania, il 3 novembre 1964. Inizia ad esporre giovanissima nella sua città natale in diverse collettive e, nel 1985, organizza la sua prima personale presso la Galerie am Bahnhof, sempre ad Hannover.
A ventidue anni lascia la terra natia per trasferirsi ad Urbino, dove termina gli studi artistici e inizia la sua collaborazione, dal 1990, come designer presso lo studio dello stilista Piero Guidi per il quale disegna i temi della linea Magic Circus.
Durante il soggiorno italiano non mancano però le occasioni espositive anche all’estero (Galerie Norddeutsche Künstler di Brema) mentre si susseguono, a ritmo incalzante, gli appuntamenti artistici italiani tra i quali nel 1991 alla Galleria Comunale dell’Immagine di Rimini.
Dal 1994 l’artista amplia la sua ricerca linguistica non più solo dedicata alla pittura; sperimenta differenti mezzi e forme espressive e interviene anche con installazioni realizzate con i materiali più inconsueti. Ha quindi inizio una serie di esposizioni in Italia e all’estero che accrescono, col passare degli anni, il bagaglio culturale dell’artista e la sua considerazione da parte della critica.
Stabile rimane il rapporto con la Germania, suo paese di origine, dove l’artista viene sempre più spesso invitata ad esporre in musei ed enti pubblici come il Museo Duingen nel 2003 e nel 2004 presso il Tribunale di Colonia in occasione di “Strömungen”, una collettiva di pittrici organizzata dalla Fédération Internationale Culturelle Féminine. Una lunga serie di esposizioni la vede ultimamente protagonista di performance ed eventi tra Francia, Olanda, Germania e Italia, dove ormai da tempo si è definitivamente stabilita.

Gesine Arps “Santo nell’inverno”, 2019.

Gesine Arps è un’artista senza compromessi. La sua arte è come la sua personalità: espressiva, immediata, energica e piena di sorprese. Tocca la nostra anima infantile ed evoca il noto: immagini sognate, i nostri primi tentativi con la pittura, un mondo ideale, un mondo in cui tutte le categorie spazio-temporali inerenti al mondo occidentale non sono più valide. In questo modo ci lascia credere che la sua opera si apra, sia accessibile, liberi generosamente la sua storia. In realtà accade esattamente il contrario. L’osservatore si trova impigliato nella sua rete e finisce nel suo vortice, viene trascinato nelle profondità della storia dell’arte e del mondo o, come direbbe Gesine con apparente ingenuità, dell’anima del mondo. E all’improvviso ci si rende conto che questa pittura non ha inizio né fine. In qualsiasi direzione si guardi: eternità, abissi (reali e metaforici), misteri e miti, e cicli infiniti di morte e rinascita. Tutto ciò, e probabilmente molto di più, si nasconde dietro l’arte di Gesine Arps, un’arte che può dirsi profonda nel senso più vero del termine. Gesine si muove con disinvoltura tra epoche diverse e innumerevoli culture. Viaggia dalla preistoria alla storia biblica, alle culture del lontano Oriente, al Gotico, fino ad arrivare al presente –  a volo libero o con lo skateboard, in nave, astronave o in sogno. Sogno – realtà – astrazione – abolizione delle leggi di gravità e della prospettiva: all’interno della realtà delle sue opere tutto ciò coesiste con estrema naturalezza.

Bianca Röhle

 

Gesine Arps “Il gioco dei cuori”, 2013.

 

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