Biennale della fotografia femminile 2022

Barbara Pau

Infrə

Galleria Mossini, 3-27 marzo 2022

 

Galleria Mossini è lieta di ospitare in occasione della Biennale della Fotografia Femminile 2022 un’esposizione con opere inedite della fotografa italiana Barbara Pau, legata al tema dell’infrastruttura come legame ed al tempo stesso barriera tra uomo e natura.

 

L’infrastruttura viaria per sua natura collega luoghi ma al contempo è barriera e frattura nel e del paesaggio.
É elemento che genera, altera e divide.
Infra è un progetto aperto, iniziato nel 2018, che intreccia segni e significati, si sviluppa su segmenti che corrono paralleli, si sovrappongono e si completano per leggere l’azione dell’uomo nella scrittura di lunghe linee sul paesaggio.
Un passaggio di scale e di significati come accade in scrittura tra la frase, la parola e la singola lettera. In cui il foglio è lo spazio ambientale. Infra è un progetto di paesaggio, ma è, nell’intimità, un progetto autobiografico per vicissitudini familiari intrecciate all’infrastruttura.
Le fratture del paesaggio sono anche le mie fratture.
Hanno modificato il mio essere, il mio futuro, il mio sguardo sul mondo.
Infrə racconta le infrastrutture isolandole dalla loro funzione e invitando ad altre letture possibili tra segno e significato.
É ricerca di forma, di relazione e di modificazione dei luoghi.
Il progetto si sviluppa su 3 segmenti fotografici, con 3 cambi di scala. Dal territorio, al paesaggio, al dettaglio: Infractures, Infrascape, Infrasculptures.

Infractures.
Fissare il cambiamento di stato, descrivere un paesaggio temporaneo, effimero, mentre si compie un’azione traumatica di frattura e, a volte, di ricucitura su di esso e sui suoi abitanti.
La mini-serie ritrae una infrastruttura con un excursus progettuale ed esecutivo di alcuni decenni, con interruzioni plurime dei lavori e modifiche in corso d’opera. Un’opera incompiuta, ora in fase di completamento. Esplode qui la continua ricerca sul paesaggio come palinsesto, che qui prova a fissare hic et nunc: osservando i nuovi segni in fase di scrittura e congelando gli istanti, tremendamente affascinanti, di deformazione di un paesaggio che non sarà mai più lo stesso d’ora in poi. La vista zenitale fa perdere la tridimensionalità in favore dei segni netti e duri tracciati sul territorio.

Infrascapes sposta l’asse visivo dallo zenit all’orizzonte, invitando a soffermare lo sguardo oltre il primo piano. Vedere oltre la struttura, oltre la funzione strutturale, elevando l’infrastruttura ad idea architettonica in dialogo con il paesaggio, in grado di inquadrarlo, sottolinearlo, decentrando l’attenzione percettiva.

Infrasculputures, è la scala del dettaglio, in cui la materia dialoga solo con 3 elementi: luce, ombra e cielo.
I manufatti decontestualizzati, isolati, acquisiscono plasticità e geometrie che li rendono in qualche modo scultorei, come se il contesto non esistesse o fosse universale.
Antropocene, così è definita l’epoca contemporanea. L’abbiamo ereditata, ne portiamo il testimone.

 

Barbara Pau, Infrascapes_2

 

Chi è Barbara Pau.

Laureata in Ingegneria edile-architettura, ha proseguito la sua formazione con un Dottorato di ricerca in Architettura/Tecnologie per la Conservazione dei Beni
architettonici e ambientali (UNICA) e un Master in Architettura del Paesaggio
(UPC/Barcellona).
Le ricerche post lauream, orientate a decodificare le invarianti dell’architettura e
del paesaggio – in ambito regionale e mediterraneo – trovano oggi espressione nella
rappresentazione fotografica.
La fotografi a diventa strumento di lettura critica del paesaggio inteso come
palinsesto: in cui la sovrascrittura e l’accavalamento di segni e stratifi cazioni
raccontano la complessità e la storia a breve e lungo termine del territorio.
Uno studio visivo sui cronosistemi che danno struttura ai luoghi, nella continua
lettura diacronica/sincronica delle permanenze materiali e immateriali. Nello studio
del paesaggio l’occhio mette a fuoco i segni che danno accesso alla comprensione
storica di un luogo, alle sue repentine trasformazioni antropologiche o climatiche,
rendendoli strumento di progetto.
Negli spazi architettonici l’attenzione si sofferma sui dettagli, sull’uso dei materiali,
sulle soglie, sulla continua dialettica tra ombra e luce.
Alcuni lavori sono stati esposti in mostra come fotografa invitata:
– al SYA 2018, Castello di San Michele, Cagliari, dicembre /febbraio 2019;
– alla Biennale dello spazio Pubblico, Roma, 2015.
Tra le pubblicazioni recenti, a Novembre 2020 è stata pubblicata una miniserie
fotografica sul magazine Artapp e a Gennaio 2021 il Documentario Oil&Salt sulla
rivista internazionale DocuMagazine.

 

Barbara Pau, Infractures_3

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